mercoledì, 25 Marzo 2026

Astra: più comfort in offroad

Dall’anno della sua fondazione, il 1946, Astra si è guadagnata la reputazione di costruttore di camion per impieghi offroad estremi, robusti, affidabili e altamente personalizzabili.

Queste caratteristiche, che fanno parte del DNA della Casa costruttrice italiana, sono state trasferite e aggiornate nella nuova gamma HDX Euro VI. Gli HDX, disponibili per ora in versione autotelaio cabinato in configurazione 6×4 e 8×4, costituiscono la naturale evoluzione della serie da cantiere HD9.

La nuova gamma HDX presenta, esternamente e nelle caratteristiche degli interni cabina, numerosi elementi in comune con in mezzi da cantiere Iveco T-Way Model Year 2024. Il family feeling con gli offroad di Iveco è evidente nella struttura del paraurti frontale, realizzato in acciaio in tre sezioni, nella piastra di protezione del radiatore, nel design dei gruppi ottici principali e delle loro griglie di protezione, nonché nei gusci degli specchi retrovisori laterali.

Rispetto alla gamma HD9, gli HDX presentano una diversa spaziatura dei gradini d’accesso all’abitacolo e una differente inclinazione del predellino di salita. Rimane, però, invariata la distanza da terra del piano di calpestio della cabina.

Gli interni sono stati rinnovati per migliorare la vivibilità, il livello di sicurezza e il comfort di guida del conducente. La plancia dell’HDX ridefinisce gli spazi in modo ergonomico e funzionale con nuovi comandi e interruttori a portata dell’autista, un nuovo volante di 450 mm di diametro e una nuova strumentazione. Che è basata con cluster TFT (Thin film transistor) completamente digitale da 10 pollici, su una radio DAB da 7 pollici o, in alternativa, su uno schermo da 10 pollici per il sistema di infotainment.

Cursor 13 con cambi ZF manuali o automatizzati

I nuovi Astra HDX montano il collaudato sei cilindri in linea Cursor 13 Euro VI di FPT Industrial, con livelli di potenza di 450, 510 e 570 Cv, che si è dimostrato affidabile anche nelle situazioni offroad estreme, come quelle incontrate durante i rally nella Penisola Arabica (Dakar).

Il propulsore è accoppiato al cambio manuale ZF 16S2520 a 16 rapporti (con l’ultima in overdrive, oltre a due retromarce), che rimane in gamma come standard di fornitura con schema d’innesto a singola H. Questa scelta consente di soddisfare le esigenze specifiche di una clientela che, per la tipologia di mission, predilige l’utilizzo di un cambio a innesto manuale. L’unità dispone di alcune funzioni di sicurezza che impediscono l’inserimento del rapporto sbagliato in fase di scalata e il passaggio di gamma (da quella alta alla bassa) al di sopra di una velocità limite.

In alternativa, è disponibile l’automatizzato ZF TraXon di seconda generazione a 12 marce. Questo gruppo dispone delle modalità di cambiata Offroad (per passaggi di rapporto a regimi di rotazione motore più elevati) e delle funzionalità Creeping, per gli avanzamenti lenti del veicolo rilasciando il pedale del freno, e Rocking con il disinnesto della frizione (e arretramento del mezzo) al rilascio dell’acceleratore.

La nuova gamma HDX monta assali anteriori con portate di 8 o 9 tonnellate con freni a disco (optional) e fino a 10 tonnellate (con un impianto di assistenza allo sterzo maggiorato) per l’abbinamento con gru retro-cabina del segmento pesante, per cantieri o cave di marmo e per applicazioni in miniera con pesi totali a terra superiori a 50 tonnellate.

Tra le principali novità tecniche introdotte sugli HDX c’è il passaggio dal sistema frenante con ABS a quello a controllo elettronico (EBS), di serie su tutti i modelli. Questa soluzione, insieme, alla nuova architettura impiantistica, è indispensabile per garantire l’operatività dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) e dei dispositivi per la protezione degli altri utenti della strada, introdotti dal Regolamento Generale sulla Sicurezza Europeo (GSR) in vigore da luglio di quest’anno.

Fra i dispositivi GSR installati sugli HDX vi sono la telecamera frontale multiuso, un radar a corto raggio (anch’esso frontale), due radar a corto raggio laterali e una telecamera posteriore di aiuto alle manovre in retromarcia. Gli standard di fornitura degli Astra HDX comprendono l’aria condizionata a comando manuale, gli specchi retrovisori motorizzati e riscaldati, l’immobilizer e la chiusura centralizzata, la protezione per il radiatore, il circuito frenante a controllo elettronico (EBS), il controtelaio per i trattori, il pacchetto GSR e la radio DAB.

Dagli HD9 agli HHD9 per missioni impossibili

L’attuale offerta di prodotto di Astra comprende le gamme HD9 (proposte con motorizzazioni Euro VI, Euro III o Euro V, secondo le normative antinquinamento in vigore negli specifici mercati), e HHD9.

Gli HD9 Euro VI Step E montano componenti heavy-duty progettati per garantire robustezza ed affidabilità negli impieghi fuori strada gravosi dei settori minerario, estrattivo, dei trasporti eccezionali, e della costruzione di grandi infrastrutture. Sono equipaggiati con il propulsore a sei cilindri in linea Cursor 13 di FPT Industrial di 12,88 litri di cilindrata, con tarature di 450-510 e 570 CV.

Oltre alla gamma HD9, Astra propone anche modelli con ancora più spiccate vocazioni off-road, gli HHD9. Ne è un esempio l’86.50 8×6 Euro VI classificato macchina operatrice, secondo quanto stabilito dalla Direttiva Macchine. L’8×6 fa parte di una gamma della Casa italiana, denominata 11 ton, in base alla portata massima di ciascuno dei due assali anteriori.

Una delle caratteristiche distintive degli HHD9 11 ton è rappresentata dall’adozione di assali Meritor al posto dei Kessler per impieghi heavy duty montati su altri modelli. Quelli anteriori con riduzione ai mozzi sono da 11 tonnellate di portata, mentre il tandem, anch’esso con riduzione ai mozzi, è da 40 ton.

Gli HHD9 adottano un telaio rinforzato, costituito da due longheroni di 10 millimetri di spessore, distanziati tra loro di 820 millimetri, con un’anima da 320 millimetri e piattabande da 90 millimetri. La struttura è irrobustita con due elementi longitudinali a C (interni ai longheroni) di 6 millimetri di spessore. Questa soluzione assicura un’elevata rigidità torsionale e un alto grado di stabilità al veicolo, anche in condizioni off-road estreme.

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