Come da tradizione, prima del Salone del veicolo industriale di Hannover (IAA Transportation), Schmitz Cargobull ha fatto il punto sulla situazione di mercato dei trainati e ha presentato le proprie novità di prodotto, insieme ai servizi legati alla connettività e alle realizzazioni frutto delle collaborazioni in atto con altri costruttori e aziende-partner in Europa e altrove.

È stato Andreas Schmitz, CEO della Casa costruttrice tedesca, a illustrare i risultati preliminari conseguiti nell’anno fiscale 2025-2026, conclusosi lo scorso marzo. Le cifre parlano di circa 46.600 mezzi trainati prodotti (rispetto alle 60.800 unità del 2021-2022), 38 mila frigoriferi, 175mila impianti telematici attivi su strada, circa 2,2milini di assali brandizzati Schmitz, a fronte di un fatturato di 2,251 miliardi di euro generato da oltre 6mila addetti.
In questo quadro, i punti dolenti sono rappresentati dalle tensioni geopolitiche e dalle turbolenze economiche (come dazi e misure protezionistiche), che hanno impattato negativamente sui volumi di vendita, sulla redditività operativa (l’EBIDTA si è attestato a 45,7 milioni di euro, rispetto ai 57,1 milioni dell’anno fiscale precedente) e sull’aumento dei prezzi alla produzione (nel periodo marzo-maggio 2026 hanno subito un incremento di 4-5 punti in percentuale).
Leader di mercato nei paesi della UE
Malgrado ciò, la Casa costruttrice tedesca ha ribadito la propria posizione di leader di mercato in Europa nell’ambito dei centinati, dei frigoriferi, dei furgonati e dei ribaltabili con una quota media del 25%, derivante da percentuali comprese fra il 18 e il 40% nelle diverse aree della UE. Nel comparto degli isotermici la quota di Schmitz sfiora il 50%, mentre nel segmento dei centinati e furgonati – i trainati per general cargo – la percentuale si attesta attorno al 30%.


La strategia di lungo periodo di Schmitz è basata su tre pilastri: lo sviluppo di soluzioni innovative con continui investimenti in prodotti e tecnologia, l’espansione delle partnership con altri costruttori (Berger in Austria, GT Trailers in Polonia, Van Hool in Belgio, Sub Zero Insulation Technologies in India, Atlantis Global System in Spagna, Freighter Group in Australia e GRW in Sudafrica), e la presenza a livello globale in oltre 40 paesi di cinque continenti.

In parallelo, continuano gli investimenti nello sviluppo della base produttiva, come testimoniano l’ultra-moderna Smart factory di Vreden (Germania), dedicata ai semirimorchi frigoriferi, che andrà a regime fra fine 2026 e l’inizio del prossimo anno, e il sito di Oradea (Romania), presso il quale è prevista la realizzazione di circa 1.300 mezzi trainati nell’anno fiscale 2026-2027 (a fronte di una capacità installata di 4 mila unità l’anno).


A Vreden, su una superficie di 4.500 metri quadrati, è stato realizzata, con un investimento di 60 milioni di euro, una linea di montaggio altamente automatizzata con processi digitalizzati che, nelle intenzioni di Schmitz Cargobull, dovrebbe essere in grado di produrre su due turni di lavoro lo stesso numero di unità realizzate in passato con tre rotazioni del personale. Il tutto, azzerando o quasi le difettosità, con la conseguente drastica diminuzione degli interventi correttivi a fine linea o di quelli in garanzia dopo la consegna al cliente finale. La rinnovata struttura tedesca e lo stabilimento rumeno si aggiungono a quelli preesistenti di Altenberge e Gotha (Germania), di Manchester (Regno Unito), di Saragozza (Spagna), di Adapazari (Turchia) e di Panevėžys (Lituania).

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