Le imprese sono il motore di sviluppo del territorio. Parola di Matteo Ferrari nuova guida dell’Unione Parmense degli Industriali di cui ha assunto la carica di presidente con la consapevolezza del contributo fondamentale che le aziende locali conferiscono al progresso economico e sociale dei distretti produttivi e delle società che vi sono insediate.
L’elezione a una presidenza prestigiosa e dal mandato di responsabilità incentrato sul territorio non nasce da una candidatura improvvisata, ma da un progetto maturato nel tempo.
Matteo Ferrari racconta di aver iniziato a immaginare questo percorso circa quattro anni fa, fedele all’abitudine di fissare obiettivi di medio e lungo periodo, una metodologia che lo accompagna sin dagli anni trascorsi nello sport professionistico e che ha continuato ad applicare anche nella propria esperienza imprenditoriale. L’impegno nell’Unione Parmense degli Industriali del neopresidente che oggi assume la guida di una delle federazioni di aziende più importanti d’Italia, è iniziato nel Gruppo Giovani e proseguito attraverso numerosi incarichi associativi, gli ha consentito di conoscere da vicino il valore di un’organizzazione chiamata a rappresentare le imprese e a favorire la crescita dell’intero sistema economico provinciale.
Prima dell’attività imprenditoriale, la sua formazione si è sviluppata sui campi di volley, tra le formazioni giovanili della Maxicono Parma, dove ha vissuto da protagonista una delle stagioni più straordinarie della pallavolo italiana, collaborando con figure esemplari a livello internazionale come Bebeto de Freitas e Julio Velasco.
Dallo sport all’impresa, il passo è quello di una continuità metodologica e di pensiero. Matteo Ferrari ha appreso l’importanza della leadership e della gestione del gruppo.
“Fare squadra non significa semplicemente creare un buon clima tra colleghi – sottolinea Ferrari – Vuol dire molto di più: condividere obiettivi chiari, responsabilità precise e una direzione comune. Le organizzazioni vincenti sono quelle nelle quali ogni componente contribuisce al risultato collettivo, sostenendo il lavoro degli altri”.
È una filosofia che il neopresidente dell’Unione Parmense continua ad applicare quotidianamente anche nella gestione dell’azienda fondata dal padre, Aldo Ferrari, insieme al socio Andrei, una realtà che oggi ha l’identità di un gruppo globale, l’Ara Group Holding, operativo in diversi segmenti dell’automotive e dei veicoli industriali.
Una risorsa di uomini e idee
L’evoluzione dell’originaria azienda di famiglia non si è limitata all’espansione dimensionale. “Abbiamo trasformato il modello di business, passando dalla semplice vendita di autocarri alla fornitura di servizi integrati, personalizzati e ad alto contenuto tecnologico – specifica Matteo Ferrari – A fianco dei nostri meccanici trovano spazio ingegneri, tecnici meccatronici e sistemi avanzati di manutenzione predittiva, in una logica che richiama sempre più quella del settore aeronautico”.
In parallelo, sono cresciute le attività dedicate ai ricambi, agli allestimenti, al noleggio dei veicoli industriali e all’assistenza specialistica, mentre agli storici insediamenti si affiancano nuove strutture e il progetto del futuro quartier generale di Sanguinaro. Una fase particolarmente delicata per il gruppo Ara ha coinciso con la decisione di rilevare integralmente la società dopo l’uscita dei soci storici. Un’operazione impegnativa sotto il profilo economico e manageriale che Ferrari affronta investendo risorse personali e scegliendo di rafforzare contemporaneamente la propria preparazione attraverso un Executive MBA conseguito presso la Bologna Business School. Un investimento sulla formazione che Ferrari considera determinante per affrontare con maggiore consapevolezza la crescita del gruppo.
“Oggi la competitività delle imprese dipenda sempre più dalla capacità di attrarre, valorizzare e trattenere competenze qualificate, soprattutto tra le nuove generazioni – sostiene il presidente e CEO di Ara Group Holding – Ai giovani occorre offrire percorsi di crescita concreti, responsabilità progressive e la possibilità di sperimentare senza il timore di sbagliare”.

Valori aziendali da condividere con la società
Questa attenzione verso il capitale umano si riflette anche nella visione associativa che intende sviluppare durante il mandato alla guida dell’Unione Parmense degli Industriali.
L’obiettivo prioritario consiste nel rafforzare la competitività del sistema produttivo locale, creando le condizioni affinché le imprese possano continuare a generare ricchezza non soltanto economica, ma anche sociale, culturale e civile. Per Ferrari il ruolo delle aziende va ben oltre la produzione di valore economico: rappresentano infatti il principale fattore di crescita dell’intero territorio. Tra le priorità della nuova presidenza figura inoltre il sostegno ai processi di internazionalizzazione, attraverso iniziative capaci di favorire l’apertura verso nuovi mercati e la costruzione di relazioni internazionali sempre più solide.
Parallelamente, Ferrari individua nello sviluppo infrastrutturale uno dei principali fattori di competitività del Parmense, auspicando il completamento della Tibre, il raddoppio della linea Pontremolese e la realizzazione della fermata in linea dell’Alta Velocità, opere considerate essenziali per sostenere lo sviluppo industriale dell’area.
Anche nella composizione della squadra di presidenza Ferrari ha scelto un criterio diverso rispetto al passato, privilegiando competenze ed esperienza piuttosto che la rappresentanza dei singoli comparti produttivi. Una decisione che riflette la convinzione secondo cui le organizzazioni moderne debbano fondarsi soprattutto sulla qualità delle persone chiamate a guidarle.
Guardando ai prossimi quattro anni, Ferrari individua nelle prime decisioni del mandato il momento più importante per imprimere una direzione precisa all’attività dell’associazione, nello slancio vitale di “aprire un dialogo continuo con le imprese, rendere l’Unione sempre più vicina al tessuto produttivo e rafforzarne il ruolo come interlocutore autorevole del territorio della cui rappresentanza economica e sociale si assume, con coscienza di ruolo, una piena e autorevole responsabilità”.
Cambio di passo per “superare le divisioni e unire la filiera produttiva”
La convinzione che il confronto tra settori differenti rappresenti un valore aggiunto porta Matteo Ferrari a promuovere una maggiore collaborazione tra le diverse filiere produttive.
“Superare i compartimenti stagni, favorire il dialogo tra le consulte e incrementare l’ascolto diretto delle imprese costituiscono alcuni dei punti qualificanti del programma dell’Unione Parmense – conferma Ferrari – L’idea è quella di costruire un’associazione sempre più presente nelle aziende, capace di comprenderne le esigenze concrete e di rappresentarle efficacemente nei confronti delle istituzioni”.
Questa impostazione ha già trovato una prima significativa applicazione nell’esperienza maturata durante il complesso percorso di rilancio dell’aeroporto “Giuseppe Verdi” di Parma. Entrato nel consiglio di amministrazione in una fase particolarmente critica, Ferrari ha contribuito alla riorganizzazione del progetto industriale e alla ricerca di nuovi investitori, esperienza che considera una delle più importanti della propria attività associativa e che ha rappresentato uno dei motivi del successivo incarico di vicepresidente dell’Unione.







