martedì, 28 Luglio 2026

Iveco, rotta di avvicinamento

Ad alcune settimane dalla chiusura dell’offerta pubblica d’acquisto (Opa) di Iveco da parte dell’indiana Tata Motors, prevista per il terzo trimestre di quest’anno, ci sono segnali di come la Casa italiana si stia preparando all’incorporazione.

Sebbene le due società, entrambe quotate in borsa, siano ancora formalmente entità separate senza alcun legame fra loro, due recenti eventi pubblici, che hanno coinvolto concessionari, clienti, giornalisti e dipendenti, sembrerebbero indicare – il condizionale è d’obbligo – la rotta seguita da Iveco nell’avvicinamento a Tata.

Durante gli Electric Days, il brand ha mostrato e fatto provare tutti i modelli della gamma a batterie (BEV) – eMoovy, eJolly, eSuperJolly, eDaily fino ai pesanti S-eWay, declinati in versione trattore e carro – che giocheranno un ruolo di primo piano nella decarbonizzazione del trasporto nella UE nei prossimi anni.

Con l’Iveco Experience 2026, la Casa italiana si è focalizzata, invece, sulla propria visione del futuro – e sul posizionamento di mercato – con l’ambizione di superare il ruolo di costruttore di mezzi di trasporto per diventare un premium partner di mobilità a tutto tondo, partendo dalla rinnovata gamma Model Year 2026. Ciò significa non essere soltanto fornitore di camion affidabili, di qualità e di servizi a valore aggiunto (da quelli legati alla connettività alle soluzioni di finanziamento e di noleggio), ma proporre anche un ecosistema integrato. Che è fatto di vicinanza e cura del cliente lungo l’intero ciclo di vita del prodotto per migliorare la redditività aziendale, di relazioni umane, di comprensione delle esigenze operative per definire il camion ‘giusto’ per una specifica missione di trasporto e, perché no, di quello stile e DNA italiani che sono nelle radici di Iveco.

In sintesi, la nuova collocazione del brand è basata su prodotti progettati per le specifiche esigenze degli utilizzatori, su soluzioni tecnologiche ideate per semplificare l’operatività di tutti i giorni, su un ecosistema di servizi per massimizzare il tempo di utilizzo dei veicoli e su una rete di supporto sempre vicina alle aziende di trasporto. È il posizionamento da premium brand, o premium partner, ipotizzato a luglio dello scorso anno da Allestimenti & Trasporti, al momento dell’annuncio dell’OPA di Tata Motors per Iveco Group. In questo disegno globale, tenendo conto che fra Iveco e Tata esistono complementarità geografiche – in Sudamerica, Asia, Africa – e tecnologiche, ma non (o quasi) sovrapposizioni di prodotto, la controparte indiana potrebbe focalizzarsi su un’offerta più tradizionale, rivolta ai mercati non ancora maturi e non sovra-regolamentati, con operatori del trasporto particolarmente sensibili al costo d’acquisto dei mezzi.

In vetrina tutti i BEV della Casa italiana

Nell’ambito degli elettrici a batterie (BEV), Iveco mette a disposizione degli operatori un’intera gamma di modelli. Che spazia dall’eJolly e eSuperJolly – frutto della collaborazione fra Iveco e Stellantis Pro One – dall’eMoovy (basato sulla piattaforma globale eLCV di Hyundai Motor Company) all’eDaily, fino ai pesanti S-eWay, declinati in versione trattore e carro.

Mancano all’appello i medi elettrici della serie Eurocargo, un segmento nel quale non vi sono, per ora, specifiche richieste normative a livello europeo in vista del 2030. In ogni caso, il know-how tecnologico accumulato per i BEV e la modularità dei componenti sviluppati per le altre gamme a trazione elettrica consentirebbero alla Casa italiana di soddisfare rapidamente eventuali richieste di mercato.

Ad alcune settimane dalla chiusura dell’offerta pubblica d’acquisto (Opa) di Iveco da parte dell’indiana Tata Motors, prevista per il terzo trimestre di quest’anno, ci sono segnali di come la Casa italiana si stia preparando all’incorporazione.

L’eJolly, studiato per le missioni di trasporto nei centri urbani, è proposto con massa totale a terra di 2,8 e 3,2 tonnellate, due altezze esterne di 1.895 e 1.940 millimetri e due lunghezze totali, di 4.980 e 5.330 millimetri (con sbalzo lungo). La combinazione di questi parametri fornisce volumetrie utili comprese fra 5,3 e 6,6 metri cubi, a fronte di una capacità di carico di quasi 1,3 tonnellate (da 925 a 1.288 chilogrammi, secondo i modelli). L’eJolly è mosso da un motore elettrico da 100 kW (e 270 Nm di coppia), abbinato a una batteria CATL da 49 o 75 kWh. Con quest’ultimo accumulatore l’autonomia dichiarata tocca i 350 chilometri. Per i trasporti in regime di temperatura controllata (ATP), una ePTO da 5 kW consente di alimentare il gruppo frigorifero di bordo.

L’eSuperJolly è un furgone a emissioni localmente nulle, proposto con massa totale a terra di 3,5 o 4,25 tonnellate e capacità di carico fino a quasi 1,4 tonnellate. Disponibile con volumetrie da 13 a 17 metri cubi, il veicolo è mosso da un motore elettrico da 205 kW (e 410 Nm di coppia), che riceve corrente da un pacco batterie da 110 kWh. In questa configurazione l’autonomia operativa arriva fino a 420 chilometri. Il conducente ha a disposizione tre modalità di guida – Power, Normal ed Eco – e quattro stadi di rigenerazione per recuperare energia in fase di rallentamento.

Ad alcune settimane dalla chiusura dell’offerta pubblica d’acquisto (Opa) di Iveco da parte dell’indiana Tata Motors, prevista per il terzo trimestre di quest’anno, ci sono segnali di come la Casa italiana si stia preparando all’incorporazione.
Ad alcune settimane dalla chiusura dell’offerta pubblica d’acquisto (Opa) di Iveco da parte dell’indiana Tata Motors, prevista per il terzo trimestre di quest’anno, ci sono segnali di come la Casa italiana si stia preparando all’incorporazione.

L’eMoovy è un cabinato elettrico di 3,5 tonnellate di massa totale a terra, equipaggiato con un motore da 160 kW (e 360 Nm di coppia) e con una batteria da 76 kWh, che permette un’autonomia fino a 276 chilometri calcolata con il ciclo WLTP. La portata utile su autotelaio è di 1,48 tonnellate.

I pesanti BEV della serie S-eWay

Al vertice della gamma elettrica di Iveco di collocano i pesanti della serie S-eWay.

La versione trattore 4×2 (AS440S T/FP BEV) a sospensioni pneumatiche integrali, mostrata in anteprima un anno fa in occasione della celebrazione del cinquantenario di Iveco, è caratterizzata da un passo di quasi 4 metri – per la precisione, 3,932 metri – e da un allungamento anteriore della cabina di circa 30 centimetri per migliorare l’aerodinamica, in conformità a quanto stabilito dalla Direttiva UE 2015/719 sui pesi e le dimensioni dei veicoli e delle loro combinazioni.

La catena cinematica dell’S-eWay è costituita da un asse di trazione elettrificato (eAxle) sviluppato da FPT con due motori per complessivi 480 kW di potenza in continuo, alimentati da batterie al litio-ferro-fosfato da 603 kWh (585 kWh dei quali utilizzabili, pari al 97% del totale). Le unità LFP, disposte trasversalmente e dotate di sistema di raffreddamento e di riscaldamento per mantenere la temperatura di funzionamento ottimale, sono garantite per sei anni o per una percorrenza totale di 750mila chilometri. È anche disponibile un’estensione di garanzia a 10 anni o 1,25milioni di chilometri.

L’S-eWay trattore, concepito per le missioni di trasporto a carattere regionale o a lunga distanza, ha un’autonomia operativa fino a 600 chilometri senza ricariche intermedie. La ricarica dal 20 all’80% della capacità massima degli accumulatori richiede circa un’ora con il collegamento a una colonnina da 350 kW.

Ad alcune settimane dalla chiusura dell’offerta pubblica d’acquisto (Opa) di Iveco da parte dell’indiana Tata Motors, prevista per il terzo trimestre di quest’anno, ci sono segnali di come la Casa italiana si stia preparando all’incorporazione.

La versione autotelaio cabinato dell’S-eWay, progettata per tratte urbane e regionali, è disponibile nelle varianti 4×2 e 6×2, con cabine Day (corta), Sleeper di 2,3 metri di larghezza e Sleeper di 2,5 metri. I pacchi batterie – 4-5 o 7, pari a 280-350 o 490 kWh, secondo le esigenze – sono disposti longitudinalmente lungo il telaio. Basati su celle al nichel-manganese-cobalto (NMC), consentono un’autonomia operativa fino a 400 chilometri. La ricarica dal 20 all’80% del livello massimo richiede – nel caso di un cabinato con cinque pacchi batterie – circa 30 minuti presso una colonnina da 350 kW.

Per l’azionamento dell’allestimento sono disponibili molteplici soluzioni: con ePTO a basso voltaggio (adatta, per esempio, a una piattaforma di carico), con ePTO da 20 kW in corrente alternata (per un frigorifero) e con ePTO meccanica da 60 kW in corrente continua (per un compattatore per rifiuti).

Ad alcune settimane dalla chiusura dell’offerta pubblica d’acquisto (Opa) di Iveco da parte dell’indiana Tata Motors, prevista per il terzo trimestre di quest’anno, ci sono segnali di come la Casa italiana si stia preparando all’incorporazione.

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