venerdì, 24 Maggio 2024

Tagli alle emissioni dai camion, via libera dall’UE

L’Unione Europea ha dato il via libera al taglio delle emissioni di anidride carbonica derivanti dai veicoli pesanti, cioè camion superiori alle 7,5 tonnellate e autobus privati. Il settore dei veicoli pesanti, infatti, è giudicato responsabile dell’oltre 25% delle emissioni di CO2.

I ministri degli Stati membri hanno ratificato l’accordo raggiunto nel gennaio 2024, in cui i voti contrari sono giunti da Italia, Polonia e Slovacchia. Unica astenuta la Repubblica Ceca.

Nel dettaglio, la previsione è che entro il 2030 si arrivi ad un taglio del 45% delle emissioni, che diventerà del 65% entro il 2035 e del 90% nel 2040.
Nel 2027 verrà effettuata una valutazione intermedia degli obiettivi da parte di UE.

Stamattina, ai microfoni di 24 Mattino condotto da Simone Spetia, è entrato merito dell’argomento Patrizio Ricci, presidente nazionale di CNA Fita, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.

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L’intervista

Per Ricci, nonostante il comprensibile voto contrario dell’Italia dovuto a tempi di manovra molto stretti, è fondamentale che adesso il nostro Paese si impegni per stanziare fondi importanti che ci possano permettere di provare a tenere il passo di altri Stati, come per esempio la Germania, che sono, in questo senso molto più avanzati.

Noi abbiamo un parco mezzi oggettivamente vecchio – ricorda Spetia – L’ultimo incentivo è stato di 25 milioni di Euro, andato dunque ad esaurirsi in pochi minuti durante il click day del 4 marzo“. Sarebbe necessario dunque che l’Italia stanziasse fondi più sostanziosi.

La preoccupazione di CNA Fita invece, secondo le parole del suo presidente, è la fattibilità del progetto in così breve tempo. “Ci chiediamo se il mercato sia pronto per mettere in campo tutti questi mezzi“, dichiara. Il 50% dei veicoli circolanti in Italia al momento sono ante Euro4. Il problema è, dunque, l’elevatissimo numero di camion di cui non solo Italia, ma tutta l’Europa ha bisogno.

O ci sediamo intorno ad un tavolo, facciamo un progetto serio che abbia delle date fisse per raggiungere l’obiettivo, oppure se continuiamo con questo modus operandi distruggeremo un comparto che si prenderà qualcun altro“, ammonisce Ricci.

Salvo alcune eccezioni, infatti, il comparto del trasporto a lungo raggio elettrico non è pronto, quello ad idrogeno tantomeno. Gli unici spiragli di luce arrivano dal trasporto regionale ed urbano.

Il presidente conclude l’intervista chiarendo che l’Italia non è contro il green, è semplicemente necessario tenere conto dei tempi di cui le aziende hanno bisogno per organizzarsi e per programmare i propri trasporti.

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