martedì, 23 Aprile 2024

Rapporto Continental, luci e ombre sul trasporto pesante

Giunto quest’anno alla sua terza edizione, l’Osservatorio Continental sui macro-trend del trasporto pesante di merci e persone in Italia fornisce un ritratto in chiaroscuro delle dinamiche di settore nel 2022. A fronte di una ripresa dei traffici autostradali (+13,6% per i veicoli leggeri e +2,6% per i pesanti), del prevalere, all’interno del parco circolante, dei camion con classi d’inquinamento Euro 5-Euro 6 (37,4% del totale per i camion e 48% per gli autobus) e di una leggera crescita dei volumi dei mezzi con trazioni alternative, spicca una decrescita dell’immatricolato rispetto al 2021, oltre alla presenza diffusa di Euro 0 – Euro 2 e di mezzi ultra-vecchi di anzianità operativa compresa fra 20 e 30 anni (18,6% del circolante camion). Sul versante delle nuove immatricolazioni il 2022 ha fatto registrare in Italia un calo del 6,4% rispetto al 2021 con 21.524 nuovi mezzi. Tutte le regioni seguono la scia nazionale ad eccezione di Lazio (+5,5%), Trentino-Alto Adige (+2,2%), Marche (+10,5%), Calabria (+30,4%), Friuli Venezia Giulia (+8,4%), Sardegna (+14,1%) e Valle d’Aosta (+19%). I cali delle altre regioni vanno dal -0,9% del Veneto al -41,2% della Basilicata.
Il dato italiano è in controtendenza rispetto alla crescita media dei paesi Ue, dove le immatricolazioni sono aumentate del 6,5% rispetto all’anno precedente. Le nazioni che hanno registrato una maggiore crescita sono la Francia (+2,3%), la Spagna (+13,6%) e il Regno Unito (+13,4%). La Germania, Invece, segna un calo dello 0,9%. Anche il settore nazionale del trasporto persone ha mostrato un importante segnale di decrescita (- 10,5%), con 3.728 bus immatricolati nel 2022 a fronte dei 4.166 del 2021. Uno scenario simile si riscontra anche a livello locale, con oscillazioni dal -2,8% del Veneto al -64,2% dell’Abruzzo. La Puglia è l’unica area in pareggio rispetto al 2021. Le regioni nelle quali le immatricolazioni sono aumentate sono solo 7: Lombardia (+27,9%), Emilia Romagna (+0,6%), Toscana (+84,5%), Friuli-Venezia Giulia (+8,2%), ma soprattutto Marche (+116,2%), Sardegna (+211,9%) e Molise (+410%). In calo anche le immatricolazioni di autobus nell’Unione Europea, anche se in questo caso il dato si attesta a -5,1%.

Motorizzazioni a gasolio ancora dominanti
Nell’ambito delle tipologie di alimentazione, la situazione nazionale del parco circolante per il settore del trasporto merci nel 2022 rimane pressoché invariata rispetto all’anno precedente. Il gasolio continua a essere predominante (90,8% in leggero calo rispetto al 91,3% del 2021) seguito da benzina e metano (che rimangono stabili a 4,6% e 2,2%). Si nota una crescita, seppur timida, delle alimentazioni alternative. L’accoppiata benzina-gas liquido segna un lievissimo aumento (1,4% rispetto a 1,3%), così come gli elettrici e gli ibridi (rispettivamente allo 0,3% e 0,8%). Tra le regioni con il maggior numero di mezzi elettrici, passa in testa alla classifica la Valle d’Aosta (2,1%), sorpassando il Trentino-Alto Adige (che passa da 1,3% del 2021 a 1,7% del 2022). Le regioni con più mezzi dotati di motore alimentato a metano sono le Marche (6,4%), l’Emilia Romagna (4,6%) e l’Umbria (3,8%). Anche il panorama relativo all’alimentazione del parco autobus è stabile rispetto al 2021, sebbene con qualche piccolo segnale di miglioramento: la maggioranza dei mezzi in circolazione rimane a gasolio (92,7% rispetto al 93,3% del 2021), mentre le quote di elettrico e ibrido registrano una leggera crescita e riescono a raggiungere complessivamente l’1,2% (rispettivamente 0,8% e 0,4%). Maglia nera per l’alimentazione è la Sardegna, dove la percentuale di autobus a gasolio copre quasi la totalità del parco (99%). Piemonte, Lombardia e Liguria spiccano per numero di mezzi con alimentazioni alternative: la Lombardia tocca addirittura il 3,8% con l’elettrico e l’ibrido sfiora il 2%.

(L’articolo completo sul prossimo numero di A&T-Allestimenti & Trasporti)

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