Nel panorama delle soluzioni innovative per la mobilità a minore impatto ambientale, Coinsafe Srl con il brand HYDROMOVING lavora su una sfida molto concreta: rendere più evoluta, affidabile e integrabile la produzione on-demand di gas (HHO) ossidrogeno in ambito automotive. Il punto di partenza non è stato inventare da zero una tecnologia mai vista, ma migliorare in modo sostanziale una soluzione già sperimentata, affrontandone i limiti reali sul piano meccanico, elettrochimico e applicativo.
Uno degli aspetti più importanti della ricerca ha riguardato la progettazione meccanica della cella elettrolitica, chiamata a operare in condizioni non semplici: presenza di elettrolita alcalino, aumento di temperatura, variazioni di pressione, vibrazioni e necessità di contenere al minimo gli ingombri. Proprio per questo il lavoro si è concentrato sulla scelta dei materiali più adatti e sulla definizione di una struttura più solida e sicura. I test hanno portato a privilegiare soluzioni come AISI 316L, PMMA e silicone ad alta resistenza chimica, superando materiali meno stabili nel tempo.
Accanto alla parte meccanica, è stata centrale anche l’ottimizzazione elettrochimica. La ricerca ha permesso di individuare configurazioni più efficaci per aumentare stabilità ed efficienza del sistema, intervenendo sia sulla scelta dei materiali elettrodici sia sulla gestione dell’alimentazione. In particolare, l’adozione dell’AISI 316L per le piastre, insieme a trattamenti superficiali specifici, ha migliorato la resistenza alla corrosione e il comportamento complessivo della cella. Allo stesso tempo, l’utilizzo della modulazione PWM e la definizione di un intervallo ottimale di concentrazione del KOH hanno rappresentato un passo avanti importante nell’equilibrio tra resa, sicurezza e continuità operativa.
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Il risultato è una configurazione più matura e stabile, pensata non soltanto per produrre gas, ma per farlo in modo coerente con un futuro utilizzo reale. I test effettuati indicano una produzione stabile di circa 1,8 L/min per cella, con un assorbimento medio di circa 320-350 W, all’interno di un layout compatto e compatibile con l’installazione su veicolo.
La ricerca ha contribuito a sviluppare un sistema software di raccolta e gestione dati. Il salto di qualità è stato passare da una semplice acquisizione sperimentale a una piattaforma capace di leggere e organizzare i parametri di funzionamento del sistema e del veicolo. Giri motore, tempi di iniezione, temperatura, pressione, corrente, tensione e pH della soluzione diventano così dati utili non solo a monitorare il comportamento della cella, ma anche a migliorarne il controllo.
Le prossime fasi punteranno su certificazione, omologazione e standardizzazione, passaggi indispensabili per portare la tecnologia verso una produzione in serie industriale e una futura diffusione sul mercato. L’obiettivo è rendere la tecnologia sempre più stabile, intelligente e pronta per applicazioni retrofit su differenti tipologie di mezzi, rafforzando il contributo della ricerca italiana nel settore delle soluzioni a idrogeno per la mobilità.
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