“Un anno sfidante” per il calo dell’immatricolato di camion e commerciali leggeri (LCV) in Europa e a causa dei ritardi accumulati nell’aumento della produzione di autobus presso stabilimento francese di Annonay – è questa la sintesi dell’andamento del mercato nel 2025, tracciata dal CEO di Iveco Group Olof Persson.
La Casa italiana, che sta completando secondo le tempistiche annunciate la cessione a Leonardo del comparto Difesa prevista per fine marzo in attesa dell’Opa dell’indiana Tata Motors da finalizzare entro giugno, ha visto lo scorso anno un calo del 7% dei ricavi consolidati (dai 14,42 miliardi di euro del 2024 a 13,42 miliardi), un dimezzamento dell’utile (233 milioni di euro in confronto ai 489 milioni di euro dell’anno precedente) a fronte di un margine del 4,8%, anch’esso di contrazione rispetto al 6,2% del 2024.
La divisione Truck si è confrontata con una situazione di mercato caratterizzata una diminuzione tutte marche del 9% delle immatricolazioni di commerciali leggeri in Europa e con un calo del 7% delle vendite di mezzi dei segmenti medio e pesante. In parziale controtendenza, invece, l’andamento in Sudamerica. Che ha messo in luce un incremento del 27% per i leggeri e un assestamento del -3% per i camion medi e pesanti.

Nel dettaglio, Iveco ha consegnato in Europa lo scorso anno circa 97mila veicoli (erano 119.231 nel 2024), fra commerciali leggeri (65.758 unità, pari a – 23% sul 2024), medi e pesanti (21.466, -13%) e autobus (9.858 pezzi, +4%). A queste cifre si aggiungono i 24.230 veicoli (7.525 LCV, 13.171 camion e 3.534 bus) messi in strada in Sudamerica (+14% sull’anno precedente) e le 17.925 unità (10.403 LCV, 6.944 camion e 578 autobus) consegnate nel resto del mondo (pari a un calo del 6%).
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Durante lo scorso anno, Iveco ha acquisito una quota di mercato nella UE dell’11,9% nel comparto degli LCV, dell’8,2% nei camion medi e pesanti (7,3% per i modelli sopra le 16 tonnellate), del 12,7% nei bus urbani, del 55,8% negli interurbani e del 9,5% nell’ambito degli urbani a trazione elettrica.
Nella business unit Truck, Iveco si è concentrata nel 2025 sul bilanciamento tra prezzi di vendita e quota di mercato, gestendo con attenzione le scorte, così da ridurle in modo consistente in Europa per compensarne i maggiori livelli dei concessionari in Sud America. La Casa costruttrice italiana ha, inoltre, adottato specifiche misure per proteggere la propria posizione di leadership nel sotto-segmento dei commerciali leggeri da allestimento e ha mantenuto il livello dei prezzi nei segmenti dei camion medi e pesanti nella fase finale di lancio della gamma Model Year 2024 in Europa.

Buone notizie giungono dalla raccolta ordini del 2025. Che parla di un incremento del 19% in Europa, del 17% in Sudamerica e del 27% nel resto del mondo, con un rapporto ordini ricevuti-fatturato (Book-to-bill), rispettivamente di 0,96 nella UE (in aumento di 30 punti base), 1,10 in America Latina (+3 punti base) e di 0,98 nelle altre aree geografiche (+25 punti base).
A fine 2025 il portafoglio ordini di Iveco copre 6 settimane di produzione per gli LCV e 7-11 settimane per i camion medi e pesanti. A livello globale il rapporto ordini-fatturato è di 0,98.

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