giovedì, 18 Aprile 2024

Pneumatici per tutti i gusti: intervista a Stefano Carloni

Gli pneumatici giocano un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale ed economica del trasporto su gomma.

Questa molteplicità di ruoli sarà ancora più tangibile e di cruciale importanza nel prossimo futuro, quando la UE renderà operative le disposizioni per la riduzione delle emissioni di CO2 dei camion e dei rimorchiati e introdurrà il regolamento per la definizione di norme specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili.

Una norma, quest’ultima, nota anche come regolamento Ecodesign, o in inglese ESPR, Ecodesign for Sustainable Products Regulation. Lo scopo principale dell’ESPR consiste, partendo dalle modalità di progetto dei prodotti, nel favorire e rendere più semplice la riparazione, il riutilizzo e il riciclo di numerosi beni, incluse le coperture.

Il settore degli pneumatici al ricambio per i mezzi di trasporto, che lo scorso anno si è attestato in Italia attorno a 1,6 milioni di pezzi fra nuovo e ricostruito, ha visto nel 2023 un calo sensibile dei volumi di vendita a livello UE. Lo certificano i dati diffusi dall’ETRMA, l’Associazione dei costruttori europei che riunisce circa 4.400 aziende di settore, fra le quali figurano brand come Michelin, Bridgestone, Continental, Goodyear e Prometeon.

Il decremento del 17% sul 2022, che ha riguardato le coperture al ricambio per camion e autobus, è dovuto soprattutto all’effetto dell’inflazione, che ha fatto lievitare i costi delle materie prime, del lavoro e dell’energia, nonché alla riduzione dei livelli delle scorte all’interno catene distributive.

Allestimenti & Trasporti ha proposto in questi ultimi giorni una panoramica dell’offerta di prodotto rivolta agli impieghi di linea e agli utilizzi cantieristici, una carrellata sui servizi a valore aggiunto a disposizione delle aziende di trasporto.

Oggi questa rubrica si conclude con un’intervista a Stefano Carloni, Presidente di Airp – Associazione italiana ricostruttori di pneumatici – sul ruolo del ricostruito nel nostro paese.

Il ricostruito? E’ green, sicuro e fa risparmiare

In Italia il mercato del ricostruito, all’interno del quale il segmento dell’autocarro la fa da padrone, ha visto una notevole contrazione del business nel periodo 2007-2015, con un calo della produzione da circa 770mila pezzi a poco più di 430mila unità. Anche se la riduzione in percentuale si è attenuata negli ultimi anni, il dato 2023 parla di circa 320mila pneumatici su un totale di 1,6 milioni di pezzi del mercato al ricambio per i mezzi di trasporto.

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Qual è oggi il ruolo del ricostruito nei trasporti di linea e nel cava-cantiere?

Negli impieghi cantieristici il 40% almeno delle coperture viene ricostruito. Ci sono aziende di settore che concentrano la propria attività sugli pneumatici da cantiere. Nel lunga distanza, invece, la percentuale scende al 15%, a fronte di una media del totale mercato in Italia attorno al 30%. Il numero di ricostruttori specializzati in questo comparto è abbastanza ridotto. Occorre selezionare accuratamente la carcassa, che deve essere integra e adatta a garantire il chilometraggio previsto per la seconda vita della copertura. Inoltre, il processo di lavorazione deve essere impeccabile. Dal punto di vista dimensionale, i modelli più gettonati nel 2023 sono stati la classica 13 R 22.5 per il cantiere, per l’autocarro la 315/80 R 22.5, per i trattori la 315/70 R 22.5 in abbinamento alla 385/55 R 22.5. Per gli autobus, invece, le dimensioni favorite sono state la 295/80 R 22.5 e la 275/70 R 22.5. Il beneficio del ricostruito, in termini di riduzione delle emissioni di CO2, è notevole. Ciò potrebbe favorirne la diffusione in futuro, quando molti operatori del trasporto dovranno presentare il bilancio di sostenibilità. Questo elemento, a sua volta, dovrebbe indurre le aziende a orientarsi sul versante del nuovo verso prodotti Premium, che sono anche quelli più ricostruibili. In realtà il mercato si è mosso diversamente.

Cosa è successo? Perché i volumi di ricostruito non sono aumentati?

Negli ultimi anni c’è stata una contrazione leggera, ma costante. Il ricostruito ha subito la concorrenza dei prodotti a basso prezzo e di scarsa qualità di origine asiatica, talvolta venduti in dumping, cioè sottocosto. Questo fenomeno è stato aggravato, nel periodo a cavallo fra il 2022 e il 2023, dall’aumento esponenziale della bolletta energetica in Europa. Non così in Asia, dove il costo dell’energia è addirittura calato.

Sul versante del nuovo, le aziende di trasporto italiane scelgono soprattutto prodotti Premium, oppure si orientano diversamente?

Il comparto del trasporto su strada è molto competitivo. A volte, le aziende sono in difficoltà nel far quadrare i bilanci e, magari, fanno acquisti basati unicamente sul parametro costo. Invece, dovrebbero prendere in considerazione anche la durabilità, l’efficienza energetica, il costo chilometrico nell’intera vita della copertura e la ricostruibilità. Il focalizzarsi sul solo prezzo d’acquisto determina una maggiore propensione alla scelta di prodotti economici e il prevalere di una filosofia ‘usa e getta’.

Nel comparto del ricostruito quante sono le aziende italiane in attività? Prevale il processo di ricostruzione a caldo o a freddo?

Ci sono circa una quarantina di aziende, presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale. Poi c’è l’indotto, costituito dai costruttori di macchinari specifici per il settore. Le materie prime per la ricostruzione possono provenire da produttori europei di proprietà delle Case che realizzano gli pneumatici nuovi, oppure da aziende terze. Storicamente, la ricostruzione delle coperture è nata con i processi a caldo. La ricostruzione a freddo, o meglio, in pre-stampato è arrivata dopo. Oggi, quest’ultima procedura sta acquistando spazi poiché è più adatta a un mercato variegato dal punto di vista dimensionale e consente una maggiore flessibilità costruttiva. In percentuale, il pre-stampato riguarda il 60-70% del totale del ricostruito.

E’ ottimista sul ruolo del ricostruito in Italia?

Se non lo fossi non farei l’imprenditore. Facciamo il lavoro più bello al mondo, cioè un ripristino funzionale, senza consumare materie prime. Siamo aziende green. Vorremmo solo competere in modo equo con i player di altre aree del mondo.

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