Al secondo tentativo nella categoria camion, il pilota Lituano Vaidotas Žala ce l’ha fatta. Ha vinto il Rally-raid più famoso e duro al mondo, superando avversari blasonati come Ales Loprais, Mitchel van den Brink e Martin Macik. In un’intervista esclusiva ad Allestimenti & Trasporti, Žala parla della ‘sua’ Dakar, dei principali punti di svolta della gara, degli avversari più temibili, dello stile di guida e del ruolo del camion – un Iveco Powerstar – e del motore – un Cursor 13 di FPT Industrial – nel raggiungere il successo finale.
Quali sono stati i momenti chiave del rally di quest’anno? Quando ha capito che avrebbe vinto la gara?
Penso che vi siano stati due momenti decisivi. Il primo nella Tappa 3, quando abbiamo perso 35 minuti a causa dell’impatto contro un cumulo di sabbia. Un ritardo così importante nelle prime fasi del rally può davvero influire sulle motivazioni dell’equipaggio. Tuttavia, abbiamo avuto fiducia nel nostro ritmo e abbiamo recuperato pazientemente.
Il secondo momento decisivo è stato quando abbiamo preso il comando della classifica, nella decima tappa. È stata una tensione snervante per evitare errori e arrivare al traguardo. Il vantaggio su Loprais era inferiore a 20 minuti, quindi anche un semplice cambio gomme di 5 minuti avrebbe potuto alterare significativamente la classifica. Ma fortunatamente siamo riusciti a resistere. È stata un’esperienza nuova e interessante essere in testa al rally, al quale un tempo sognavo solo di partecipare.

Come descriverebbe il tuo stile di guida? Aggressivo o da freddo stratega?
Un tempo ero aggressivo ma, nel corso degli anni, le esperienze negative mi hanno insegnato a bilanciare la velocità e l’assunzione di rischi. La Dakar è una lunga maratona, quindi non ha senso vincere le tappe se poi si commette anche un solo errore grave che compromette il risultato finale. Vista dal posto guida, non è una strategia facile da seguire, ma è essenziale per arrivare al traguardo. Aiuta anche il fatto di avere un copilota esperto come Paulo Fiuza nell’abitacolo. Lui sa bene quando è il momento di spingere e quando, invece, è opportuno rallentare.
Che ruolo hanno avuto l’Iveco Powerstar e il motore di FPT nel raggiungere il successo finale?
La potenza del motore è incredibile ed è una risorsa particolarmente preziosa nelle dune. Sono anche soddisfatto che non sia emerso nessun problema al propulsore in entrambe le edizioni della Dakar cui abbiamo preso parte. Rispetto allo scorso anno, il Powerstar è anche più leggero, il che è importante per la competitività del veicolo nel suo complesso. Sul nuovo camion, dotato di cambio Allison, era disponibile la modalità d’attivazione manuale, che ho utilizzato per tutta la gara. È stato un enorme miglioramento rispetto all’edizione 2025.

Non perderti il prossimo numero di Allestimenti & Trasporti! Per abbonarti o ricevere maggiori informazioni clicca qui: https://allestimenti-trasporti.it/richiesta-informazioni/
Allestimenti & Trasporti vi invita alla seconda edizione del T3 EXPO – LA FIERA DEI MEZZI DI TRASPORTO, a Piacenza dal 22 al 24 Ottobre 2026.













